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Gestione del testo – I fattori on-page del web marketing

Pubblicato da Seo spam il 6 ottobre 2009

Titoli e sottotitoli

Gestione del testoSebbene molti non ne facciano uso, i titoli e i sottotitoli, all’interno di un testo, hanno una loro importanza. Non solo utili per il posizionamento- anche se sono convinto che, contenendo parole chiave, contribuiscano ad aumentare la pertinenza della pagina web- ma per attirare la curiosità del lettore e ad aumentare il suo interesse nella pagina.

Costituiscono soprattutto una suddivisione del testo in più sotto-argomenti. Questo contribuisce a rendere più scorrevole e piacevole la lettura, ma anche a convogliare l’attenzione del lettore verso punti chiave prestabiliti.

I titoli e i sottotitoli, quindi, sono una sorta di guida all’interno del testo, che porta il lettore verso determinati punti, spingendolo a leggere il testo che introducono.

Per essi valgono le stesse regole previste per il title: devono attirare, incuriosire, promettere.

Nella scrittura di titoli e sottotitoli considerate quindi l’argomento- o meglio il sotto-argomento- che dovranno introdurre. Ricordate il concetto di prominenza. E siate pertinenti.

Tipografia del testo

La presentazione di un testo ha un notevole impatto su un lettore. Il modo in cui viene servito all’utente può spingere alla lettura o allontanarlo.

Prima di creare un sito, quindi, bisogna definire gli stili tipografici del testo: che colore avrà il carattere, quali saranno le sue dimensioni, come sarà il suo allineamento, quale il valore dell’interlinea, lo spazio fra un paragrafo e l’altro, il colore dei link, ecc.

Tutte queste informazioni diventeranno delle regole all’interno del foglio di stile.

Titoli e sottotitoli

Nel paragrafo precedente ho parlato dell’importanza di titoli e sottotitoli all’interno di una pagina web. Qui parlerò invece di come andranno presentati al lettore.

I titoli, innanzitutto, sono definiti da specifici tag del codice HTML: <hn>, dove n può avere un valore compreso fra 1 e 6, in ordine decrescente di importanza. E’ fondamentale che i titoli siano identificati da questi tag, altrimenti perdono il loro significato. Utenti che navigano con browser vocali e motori di ricerca riconosceranno quei tag e daranno quindi ad essi il giusto valore.

Titoli e sottotitoli devono avere grandezze e colori diversi dal resto del testo, poiché devono essere immediatamente riconoscibili dal lettore. Possono avere uno sfondo, che abbia comunque il giusto contrasto col colore del carattere, o un bordo inferiore, o anche un’icona rappresentativa.

Devono spiccare, devono farsi notare, devono richiamare l’attenzione del lettore. Ma senza scadere nel trash.

Paragrafi

Il testo deve essere presentato al lettore in brevi paragrafi. E ogni paragrafo deve essere formato da brevi frasi. E ogni frase dovrebbe essere formata da brevi e semplici parole. Questa è l’immagine di un paragrafo ideale.

Ovviamente non sempre è possibile soddisfare queste condizioni. E’ comunque possibile avvicinarsi ad esse. Se una parola da usare è lunga e non può essere sostituita, ovviamente va usata.

Il lettore deve trovare un testo da leggere velocemente e senza ansia e perdita di fiato.

Liste

Le liste contribuiscono a rendere un testo più memorizzabile. Rappresentano un elenco di concetti che approfondisce un argomento.

Un elenco, che risulta con uno stile tipografico diverso dal resto del contenuto, risalta all’interno della pagina, viene notato.

Sono quindi queste le funzioni di una lista: quella di essere vista subito e di restare impressa nella mente.

Tipograficamente una lista è un testo che si presenta con un rientro maggiore rispetto ai paragrafi. Può essere di due tipi: non ordinata oppure ordinata. In quest’ultimo caso ogni elemento della lista è numerato.

Nel caso di una lista non ordinata, non numerata quindi, ogni elemento sarà individuato da un simbolo, che può essere quello ordinario delle liste nel codice HTML, cioè un pallino nero, un quadratino nero o un rombo bianco, oppure un simbolo scelto dal web designer.

Anche l’allineamento del testo in una lista è generalmente diverso da quello dei paragrafi: questi ultimi sono quasi sempre giustificati, mentre nelle liste si usa di solito un allineamento a sinistra.

Tutte queste differenze rispetto ai paragrafi si notano all’interno della pagina. Richiamano l’attenzione.

Grassetti

L’uso dei grassetti, che deve essere moderato, rende una pagina web più accattivante. Non è una questione di fascino, almeno non nel senso più comune del termine. Ma una pagina che presenta delle parole in neretto viene notata meglio di una con un testo normale.

I grassetti sono come delle piccole luci in una stanza buia. Guidano il lettore, sono dei punti di riferimento nella lettura del testo.

Sono delle particolari parole chiave che vengono scritte in grassetto, per sottolinearne l’importanza. Parole, non periodi.

I motori di ricerca danno peso ai grassetti. Questo significa che devono essere usati quando è veramente necessario. Quando devono richiamare l’attenzione del lettore verso una parola o un concetto.

Errori più comuni nella tipografia di un testo

  1. Testo scorrevole: per molti è considerato un effetto che attira il lettore. La verità, però, è che distrae il lettore. Se inizialmente lo attira- poiché è appunto un qualcosa che si muove nella pagina- durante la lettura tenderà a distrarlo, poiché i suoi occhi saranno continuamente attratti da quel movimento. Inoltre la lettura risulta più lunga e per nulla facile.
  2. Testo in un monoblocco: provate a presentare un testo di 1000 parole senza suddividerlo in paragrafi, cioè in piccoli blocchi di testo. L’unico effetto che produrrete è quello di spaventare il lettore. L’impressione che si avrà è quella di un testo che non ha fine. Un testo che a nessuno vien voglia di leggere.
  3. Testo di piccolissime dimensioni: non bisogna usare un microscopio elettronico a scansione per leggere una pagina web. Bastano i propri occhi. Usare caratteri di 10 pixel è far del male ai lettori. Non importa che la vostra vista sia buona, che avete 12/10 e vedete anche al buio come i gatti. Esistono anche persone normali, oltre ai fenomeni da baraccone.
  4. Testo tutto in corsivo o in grassetto: molti pensano di avere avuto una bella alzata di ingegno a scrivere i loro testi tutti in corsivo, per simulare la scrittura a mano, oppure tutti in grassetto, per farli vedere meglio. Ma il web non è il proprio quaderno degli appunti, i corsivi vanno limitati più dei grassetti: la lettura di un testo in corsivo non è istantanea, anzi tutt’altro. I caratteri sono inclinati: corsivo e corsivo. Leggere una parola ogni tanto, quando si vuol dare enfasi a un concetto, non disturba la lettura, ma un’intera pagina in corsivo la rende quasi impossibile. Così come scrivere tutta una pagina in grassetto appesantisce il testo, e di conseguenza la lettura.

Link interni

L’uso di linkare pagine interne del sito non è solo utile ai fini del posizionamento, poiché rafforza quelle pagine per determinate parole chiave, ma anche per promuoverle.

All’interno di un contesto si può accennare a un argomento che è stato trattato in maniera approfondita in un’altra pagina: con la giusta parola chiave si invita con un link il lettore a leggere quella pagina.

In questo modo posizionamento e promozione procedono insieme. Linkare con la corretta parola chiave fa capire al lettore che in quella pagina troverà quel preciso argomento. Il title del link completa l’operazione: fornisce al lettore maggiori informazioni sulla pagina che andrà a visitare.

Errori più comuni nell’uso dei link interni

  1. Abuso di parole chiave: non è bene in una stessa pagina linkarne un’altra più volte con diverse parole chiave. I motori di ricerca saranno costretti a seguire quel link per arrivare poi alla stessa pagina che hanno già visitato poco prima. I lettori penseranno di leggere una nuova pagina, mentre invece si troveranno in quella che hanno già letto qualche riga più sopra.
  2. Abuso di link: troppi link interni in una stessa pagina portano all’effetto contrario. Potrebbe scattare una penalizzazione da parte dei motori. Il lettore si troverebbe continuamente dirottato verso altre pagine, non riuscendo a seguire il discorso che stava leggendo.
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