Testo nascosto: duro a morire
Il testo nascosto era una tecnica black hat che andava di moda svariati anni fa, utilizzata sia da seo black hat che da webmaster inesperti. Tecnica che purtroppo resiste ancora oggi, sebbene inutile.
Ogni tanto mi imbatto in siti che fanno ancora uso di lunghi elenchi di parole chiave, nascoste bene fra il colore di fondo. E’ facile individuarle: uno spazio vuoto senza alcuna logica lasciato a fondo pagina potrebbe contenere tanti tag <br> inseriti per allungare la pagina, oppure una bella lista di keyword.
Ecco l’ultimo esempio di testo nascosto che ho trovato (le “x” sostituiscono il nome della titolare e del suo progetto):
Da varie discussioni lette in rete è emerso che gli annunci Google non influiscano sul posizionamento di una pagina web.
Scrivere per i motori di ricerca, tenendo conto degli utenti, oppure scrivere per gli utenti, tenendo conto dei motori di ricerca?
Le parole chiave sono parole particolari, ma sono anche semplici parole, di nessun significato. Una parola chiave è tale soltanto ad una condizione: quella di esistere all’interno di un contesto.
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