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Quando il blogging si fa spamming

Pubblicato da Seo spam il 21 giugno 2008

SpamNascono nuove forme di comunicazione e nascono quindi nuove forme di spam. Se prima eravamo abituati agli indesiderati messaggi che ci intasavano le caselle di posta elettronica, adesso, seppur con minore frequenza, possiamo ricevere subdoli commenti ai nostri articoli di blog.

E’ un modo del tutto nuovo di fare spam, con la consapevole più che inconsapevole coscienza di operare a fini SEO.

Non mi riferisco ai classici commenti spam che siamo ormai abituati a trovare in coda di moderazione nel nostro blog e che, se abbiamo ad esempio installato un bell’antispam come Akismet, vengono direttamente individuati. Mi riferisco ad altro genere di commenti.

Una tecnica SEO che sta prendendo piede è quella del blogging. Commentare i post.

Facciamo un salto indietro nel tempo e parliamo dei commenti. Un commento, all’interno di un post, rappresenta sia un aggiornamento per il blog sia un ampliamento dell’argomento trattato dal post. Nel campo dei commenti l’utente inserisce un nome, l’email (che non sarà visualizzata), l’eventuale url del suo sito ed il commento.

Il commento così inserito gioverà al blogger ed anche a chi ha commentato, poiché il suo sito potrebbe ricevere visite. A prescindere dal fatto che il blog utilizzi o meno l’attributo nofollow, un link è pur sempre un link e, anche se non concorrerà al pagerank, porterà traffico a quel sito.

Ho cominciato a vedere commenti per nulla naturali, inviati al solo scopo di prendere un backlink o fare autopromozione. Un commento deve essere utile agli utenti, non ha altro scopo. Scrivere quattro parole per ingannare l’antispam e il blogger significa fare autopromozione. Significa fare spam.

Farò degli esempi, nascondendo i testi e i link incriminati. Si dice il peccato, non il peccatore :) .

Esempio 1

Nel commentare un post su alberghi e ristoranti un utente consigliava un buon servizio di catering, rimandando al sito. Il nome utente, guarda caso, era “catering”. La sua email apparteneva al sito dell’azienda che gestisce il sito di catering menzionato nel commento. Una sottile coincidenza.

Esempio 2

Ad un post sull’energia eolica e solare un utente consiglia un buon sito in cui si parla appunto di energia solare (il suo sito…).

I link sarebbero stati ben contestualizzati, all’interno di post a tema. Ma agli utenti quei commenti non avrebbero giovato per nulla, né al blog.

E’ più che naturale far conoscere il proprio sito e un modo come un altro è commentare nei blog. Ma il commento deve avere una sua utilità, non la semplice funzione di guadagnare un backlink. Purtroppo alle volte il SEO diviene una sorta di malattia, contagiosa per giunta, e si ha la tendenza, errata, a fare un uso sbagliato del web e dei suoi molteplici strumenti di comunicazione.

http://www.wikio.it

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Un commento a “Quando il blogging si fa spamming”

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  1. Primo commento spam su Seo Spam
    [...] già scritto un articolo sullo spam nei blog, ma credo che la Palapple SEO Solutions di Hong Kong si ...

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