Seo Spam

La sottile linea di confine fra il seo e lo spam…

Home » SEO Black hat » Keyword doping

Keyword doping

Pubblicato da Seo spam il 11 agosto 2008

Keyword dopingDove vanno inserite le parole chiave all’interno di una pagina web?

Domanda da un milione di dollari? No, ma neanche da professionisti SEO. Una pagina web è un testo, nulla più. Non è tanto lontana da una qualsiasi pagina scritta, sia che provenga da una brochure, sia che provenga da un romanzo o da un saggio. Le parole chiave, quindi, sono parole o insiemi di parole attinenti all’argomento trattato dal sito, le stesse parole che saranno ricercate dagli utenti tramite i motori di ricerca.

Anche se sembra scontato, purtroppo la premessa andava fatta. Perché quando si naviga molto, si finisce per trovare di tutto. La rete è giustamente assimilata ad un mare su cui si naviga. E quando navighi finisci per trovare del buon pesce, qualche relitto prezioso, ma anche parecchia spazzatura che inquina le acque.

E così ti capita di trovare parole chiave infilate ovunque, ogni spazio è ottimo per inserirvi keyword. La splendida tecnica del testo nascosto è stata superata ormai, anche quella del testo semi-nascosto, (non più quindi testo bianco su sfondo bianco, ma testo grigio chiaro su sfondo bianco). Il webmaster improvvisato seo si è fatto più furbo, ha escogitato metodi più sottili, più subdoli. Niente di visibile all’utente, una tecnica che sembra completamente invisibile. Sembra. Perché basta spulciare il codice per trovare l’inghippo. E il codice viene letto dai motori di ricerca…

Parlerò di una premiata ditta, ma non dirò quale. Si dice il peccato, non il peccatore :) .

Contro ogni regola della semantica, contro ogni standard del W3C si è arrivati all’estremo, si è raggiunto l’impossibile. Ogni tag del codice HTML è stato sfruttato per inserire parole chiave. Facciamo degli esempi, che chiariscono meglio la triste situazione:

<a name=”… … … software informatica marketing soluzione offerta consulenza ecommerce web internet java roma crm erp j2ee j2me lavoro corsi sviluppo strategy etl xml uml progettazione problem solving setting reverse engineering business automation supporto progetti specialistico prodotti formazione” title=”… azienda informatica Roma Offerta consulenza informatica progettazione software servizio marketing software informatico crm erp etl web ecommerce problem solving setting reverse engineering business automation supporto progetti specialistico prodotti sviluppo internet java j2ee j2me sicurezza soluzione framework” href=”http://www.xxx.xxx/index.php” ></a>

Al posto dei puntini di sospensione c’era il nome dell’azienda e al posto delle “x” l’indirizzo del sito. Il link è vuoto, come potete vedere. E’ stata linkata l’aria.

Osserviamo, adesso, cosa è stato fatto per il tag <img />:

<img name=”… … … software informatica marketing soluzione offerta consulenza ecommerce web internet java roma crm erp j2ee j2me lavoro corsi sviluppo strategy etl xml uml progettazione problem solving setting reverse engineering business automation supporto progetti specialistico prodotti formazione” alt=”… azienda informatica marketing project management studio fattibilita architettura software analisi reverse engineering business automation cost reduction business plan telecomunicazioni pubblica amministrazione ricerca scientifica” title=”… azienda informatica Roma Offerta consulenza informatica progettazione software servizio marketing software informatico project management studio fattibilita architettura hardware software analisi reverse engineering business automation cost reduction business plan commercializzazione integrazione open source prodotti wireless telecomunicazioni pubblica amministrazione ricerca scientifica” height=”1″ width=”1″ src=”/images/p.jpg” />

E’ stata creata un’inutile immagine di un pixel per poter sfruttare gli attributi alt e title per inserire decine di keyword.

Un lavoro del genere non è soltanto inutile, ma anche antiprofessionale. Specialmente per un’azienda che si propone nel campo del marketing… Qui non siamo più nel keyword stuffing, ma nel keyword doping. Perché è questo che è stato fatto: è stata aumentata artificialmente la densità delle parole chiave al fine di migliorare il rendimento della pagina in funzione delle stesse. Cosa che poi non è assolutamente avvenuta.

Le parole chiave devono essere inserite all’interno di un contesto, non in lunghi elenchi che non trovano alcun riscontro nella pratica. Se fosse così semplice, potrei posizionare qualsiasi pagina, di qualsiasi argomento, utilizzando le stesse parole chiave.

Ma la realtà è ben diversa.

http://www.wikio.it

E' la prima volta che visiti questo blog? Ti consiglio di leggere Il meglio di Seo Spam, una raccolta dei post più utili e informativi del blog.

Ti è piaciuto l'articolo? Allora segui tutti gli aggiornamenti del blog!

Aggiungi un commento

Sottoscriviti al post senza commentare

Il mio blog informatico, informativo ed informale sul mondo seo. Pensieri e riflessioni di un web designer sulle tecniche lecite ed illecite del posizionamento sui motori di ricerca. Seo Spam è il tuo blog Seo Friendly.
Non perderti il Il meglio di Seo Spam!

AGGIORNAMENTI DI SEO SPAM

Oppure iscriviti alla newsletter:

O ancora ricevi gli aggiornamenti tramite FeedBurner:

SEO random

Google toolbar PR is best served with lamesauce. It’s better to have toolbar PageRank than not. Still PR observed on the Google toolbar is not always a definitive expression of Google’s respect for a page’s authority. Google just doesn’t want you to know. — Matt Cutts, http://www.mattcutts.com/blog/