12 cose che un SEO non deve fare
Ho letto un interessante post del grande Rand Fishkin, di SEOmoz: 12 cose da evitare per chi lavora nella search engine optimization.
Riepilogo qui tutti i punti, commentandoli, e rimando alla fine alla lettura del post originale su SEOmoz.
1. Non creare false aspettative
Rand ci parla qui di clienti: quando superiamo le loro aspettative, siamo ben visti, se invece li deludiamo, li avremo contro. Il suo consiglio è di sorprenderli, di pubblicizzare poco le proprie abilità per fare grandi cose, anche se sarà dura, ma l’umiltà e il duro lavoro premiano, traspariranno e i clienti se ne accorgeranno.
Completamente d’accordo. Sinceramente non amo chi parte autoproclamandosi guru e presentandosi come il migliore. Questo non significa restare nell’ombra, ma lavorare in maniera continua e seria.
2. Non ignorare la web analytics
Non intraprendere un progetto SEO senza aver in mano tutti i dati possibili: analizzare il traffico del sito e altri dati utili, anche se ci sono stati buoni risultati. Torna sempre utile confrontare questi dati.
Ottimo consiglio: non bisogna tralasciare mai l’analisi dei risultati e dei dati, neanche se il lavoro ha avuto buoni frutti.
3. Non prendere sempre il tuo cliente in parola
Qui il pensiero di Rand va a quei clienti che dicono di non aver mai spammato, comprato link, usato testo nascosto o altre tecniche non consentite, ma le statistiche dicono altro. Questo non significa che i clienti siano disonesti. Potrebbero non averne colpa, non sapere a cosa andavano incontro.
Qualcuno lo è, lo so per esperienza diretta. Spammer, intendo.
4. Non iniziare progetti con gente che non ti piace
Questo punto è da stampare e incorniciare.
Per Rand, è bene intraprendere un lavoro soltanto se scatta una simpatia e una complicità fra SEO e cliente. Altrimenti non verrà fuori un bel lavoro. E’ bene, quindi, uscirne, prima della firma di un contratto.
Gli do ragione appieno.
5. Non dare risposte non qualificate se non sei veramente sicuro di avere ragione
Rand ci avverte che nel campo SEO non bisogna mai dare nulla per certo, è un campo in continua evoluzione. Ovviamente ci sono delle eccezioni, ma bisogna sempre fare attenzione a ciò che si dice.
6. Non confondere la SEO con le vendite
Se un cliente vuole ottenere vendite col SEO, deve sapere a cosa va incontro. SEO è un’operazione che può aumentare la qualità di un sito, far ottenere più visite nel momento giusto per catturare delle vendite, ma non trasforma quelle visite in soldi. Se il sito fatica a convertire, allora conviene consigliare una CRO (Conversion Rate Optimization).
E’ il caso di chi vuole posizionarsi con “alberghi Roma”?
7. Non dormire sugli allori
Rand qui ci ricorda che il mondo SEO è in continua evoluzione e che tralasciarlo solo per poche settimane significa perdere molti cambiamenti. Solo a giugno c’è stata un’inversione di posizione nei riguardi del nofollow e dei link in javascript da parte di Google, è nato un nuovo motore, algoritmo e brand da Microsoft (Bing), è stato aggiunto testo formattato in serp, i titoli non sono più così importanti e gli attributi alt sono utili per il posizionamento. Segui le notizie del mondo SEO: gioverà a te e al cliente.
E in effetti il mondo SEO richiede, come penso tutte le altre materie del web, continuo studio e continui aggiornamenti.
8. Non svalutare il tuo lavoro
Il SEO è un duro lavoro. Per ogni ora di consulenza, ci sono giorni di ricerche, test, letture, navigazione ed esperimenti. Non svendere i tuoi servizi o accettare ciò che non offra un gran valore. I risultati del SEO sono tracciabili.
Altro pezzo da stampare e incorniciare, ma estendere a tutti i lavori.
9. Non credere a tutto ciò che leggi
Sì, anche su SEOmoz! Facciamo certamente del nostro meglio per offrire un’alta qualità, informazioni accurate, e così anche altri siti SEO, ma nessuno ha ragione al 100% e, cosa più importante, non tutti i consigli possono essere applicati ad ogni progetto.
Questo punto si ricollega in parte al punto 7. Proprio per la sua natura, il mondo SEO non può dare certezze assolute.
10. Non sottovalutare i contributi degli sviluppatori
Mi è stato chiesto di recente quale fosse il più grande blocco stradale per il SEO e non ci ho pensato su neanche 10 secondi prima di rispondere col famoso adagio di Mr. Balmer: “Sviluppatori! Sviluppatori! Sviluppatori!” Rand parla di collaborare con gli sviluppatori, di non criticarli se hanno commesso errori critici.
Penso che ci debba essere una collaborazione fin dall’inizio, fra sviluppatori e SEO. In questo modo un progetto web potrà dare buoni risultati.
11. Non ingigantire la tua influenza e le tue abilità
Rand parla qui di SEO gonfi… gente che racconta ai propri clienti di poter togliere una penalizzazione o far avere trattamenti speciali da un motore di ricerca. Una regola importante è non promettere nulla di ciò che non si può controllare.
Non credo sia esagerato ciò che ha scritto. Basta leggere sui siti di alcune agenzie SEO che promettono i primi posti sui motori di ricerca…
12. Non essere troppo presuntuoso da ignorare altri canali di marketing
Anche se il SEO ha la sua forza, non bisogna dimenticare che altre attività di marketing come l’email, la PPC, la CRO, i programmi di affiliazione e perfino esporre pubblicità può essere una soluzione per una determinata situazione. In quel caso bisogna fornire la migliore risposta da un livello strategico (piuttosto che tattico).
Pensare quindi a 360°: in base alla difficoltà e alla fattibilità di un progetto, adoperare la migliore strategia possibile.
Una buona panoramica di ciò che ruota attorno al lavoro del SEO, 12 punti da tenere a mente sia per i propri progetti personali che per i propri clienti.
Leggi l’articolo di Rand Fishkin “A Dozen Don’ts for SEOs” su SEOmoz.
E' la prima volta che visiti questo blog? Ti consiglio di leggere Il meglio di Seo Spam, una raccolta dei post più utili e informativi del blog.
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17 luglio 2009 alle 08:31
La regola 12 andrebbe incorniciata. In Italia troppi SEO sono convinti che SEO è tutto ed il resto sono solo tempo perso
26 marzo 2010 alle 04:18
Beh, sono veramente tutti punti assolutamente condivisibili. Metterei in evidenza il 4° Non iniziare progetti con gente che non ti piace.
Direi che anche se per alcuni può essere difficile a oggi rifiutare un lavoro, in alcuni casi non sia proprio possibile lavorare se non c’è dietro una stima reciproca. Personalmente mi è capitato di rifiutare lavori per via della “scintilla che non è scoccata” e a oggi non me ne sono ancora pentito.